4.2 Agricoltura

Agricoltura e prodotti tipici del Delta del Po

Buona parte dei territori della Biosfera Delta Po ha un’origine recente e la coltivazione è avvenuta solo in seguito alle varie opere di bonifica attuate nel corso dei secoli, sino a giungere all’attuale assetto scaturito dall’introduzione della bonifica meccanica, alla fine del XIX secolo. Il paesaggio si caratterizza per la presenza di vasti latifondi, con pochi alberi e sparse costruzioni agricole. Le colture dominanti sono rappresentate da mais, grano e soia, in appezzamenti di elevata estensione a volte avvicendati con colture foraggiere. Nella zona prossima al litorale, grazie al suolo sabbioso vengono tradizionalmente coltivati gli ortaggi che hanno qui un notevole sviluppo, anche con produzioni di pregio.

Fondamentale è la presenza delle risaie, che costituiscono un tipo di agricoltura in grado di combinare i vantaggi di una produzione economica con la conservazione delle specie, in particolar modo degli uccelli (soprattutto Ardeidi) che qui trovano notevoli risorse trofiche. I risicoltori hanno creato negli anni un’area di produzione di qualità, con caratterizzazione del prodotto e collegamento al territorio.

Riuniti in un'associazione, hanno ottenuto il riconoscimento I.G.P. puntando al marchio del Riso del Delta, che si è affermato commercialmente, seppure come prodotto di nicchia, date le quantità limitate. Essendo una coltura a elevato utilizzo di acqua irrigua, il riso risente fortemente di una ridotta disponibilità idrica, ma soprattutto soffre della risalita del cuneo salino dovuta ad un drastico abbassamento del livello del Po a causa di siccità estreme e prolungate e ad una gestione non equilibrata dei livelli dei bacini idrici montani, oltre che per la competizione fra i diversi usi della risorsa idrica (energia, turismo ed irrigazione).

Tra i prodotti agricoli tipici della zona troviamo:

  • Aglio bianco Polesano (DOP)
    Nella provincia di Rovigo l'aglio ha trovato un clima temperato ideale per la coltivazione, con terreni a fondo argilloso che conferiscono al prodotto delle caratteristiche organolettiche e un sapore unico al mondo. Qui viene prodotto oltre il 50% dell’aglio nazionale.
  • Asparago verde di Altedo (IGP)
    Tipica coltivazione dei terreni sabbiosi della costa ferrarese sino alla zona di Bondeno (BO), si tratta di un ortaggio particolarmente rinomato per il gusto e la qualità.
  • Riso del Delta del Po (IGP)
    Ovviamente il Delta del Po si presta molto bene alla coltivazione del riso poiché la coltura prevede terreni periodicamente inondati. La sua coltivazione già dal 1500 era particolarmente indicata per quei terreni in cui si voleva favorire la bonifica. In passato ebbe grande diffusione e ne vennero selezionate alcune varietà tipiche che ancora oggi mostrano un ottimo valore culinario.
  • Radicchio di Chioggia (IGP)
    La coltivazione del radicchio venne introdotta dai veneziani attorno al 1500, gli orticoltori nel tempo selezionarono alcune varietà sino a giungere all’attuale Radicchio rosso di Chioggia diffusosi un secolo fa e tipico della bassa pianura veneta (comprese alcune aree Biosfera Delta Po).
  • Vini del bosco Eliceo (DOC)
    Chiamati anche vini delle sabbie, costituiscono un insieme molto particolare di vini tipici della costa sabbiosa dell’Emilia-Romagna. L’ambiente particolarmente umido, l’aria salmastra e la vicinanza del mare che mitiga le stagioni sono elementi che, unitamente alla plurisecolare tradizione vitivinicola, contribuiscono a creare questi vini con un carattere molto deciso.
  • Zucche, cocomeri e meloni
    Si tratta di ortaggi che trovano nei terreni alluvionali del Delta, condizioni particolarmente propizie alla loro crescita. Ricordiamo qui alcune varietà tipiche dell’area: il Melone del Polesano (RO), la Zucca di Melara (RO), la Zucca violina (FE) e il Cocomero ferrarese (FE).

Seppur rare sono presenti anche alcune colture arboree come i pioppeti, solitamente all'interno delle golene fluviali, e piccoli appezzamenti a vigneto e frutteto.

Verso un futuro sostenibile

L'obiettivo 2 dell'Agenda 2030 indica:

Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e applicare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a conservare gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, alle condizioni meteorologiche estreme, alla siccità, alle inondazioni e agli altri disastri, e che migliorino progressivamente il terreno e la qualità del suolo.

Un interessante esempio di gestione in linea con l'obiettivo 2 dell'Agenda 2030, proviene dalla Riserva Biosfera di Minorca in cui viene fornito sostegno economico alle attività agricole a basso impatto ambientale. Si tratta di un accordo volontario (CARB) tra l'amministrazione e l'agricoltore, che considera il mantenimento del paesaggio e di un modello energetico non intensivo. Dal 2005, anno della sua apparizione, il numero delle aziende che l’hanno sottoscritto è passato da 53 a 146.

>> Consulta il Manuale per le attività agricole nella Biosfera Delta Po

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