3.1 Ambiente

I principali ambienti naturali del Delta del Po

Con il suo mosaico di habitat in successione dall’entroterra fino al mare, il Delta del Po si configura come un territorio ad elevata biodiversità, infatti costituisce la più importante zona umida d’Italia, con la presenza di situazioni ambientali (a volte uniche nel panorama nazionale) che vanno a costituire un territorio estremamente variegato. Si possono infatti incontrare sistemi dunali costieri, formazioni sabbiose, scanni, aree lagunari, valli da pesca, barene, isole fluviali, dune fossili, argini, canali, corsi fluviali, pinete costiere, boschi ripariali, golene, zone umide salmastre e zone umide di acque dolce.

Un territorio così vario supporta una presenza biologica molto articolata con una notevole biodiversità, importante sia da un punto di vista numerico, sia da un punto di vista di qualità e rarità.

I principali ecosistemi presenti in questo territorio sono:

VALLI SALMASTRE
Si tratta dell’ambiente più diffuso e caratterizza gran parte della fisionomia del Delta. In secoli di convivenza con l’uomo questo territorio è stato modificato in valli da pesca, saline e bacini portuali. Principalmente l’attività della pesca e del’itticoltura ha contribuito nel tempo al mantenimento di grandi bacini di acqua salmastra poco profonda, caratterizzata da argini artificiali, dossi e barene dovuti all’accumulo di sedimenti.

Attualmente la gestione di questi bacini è assicurato dall’azione delle idrovore e della complessa gestione delle chiuse per l’ingresso di acqua dolci o salmastre. Infatti la salinità può anche essere molto variabile nel corso dell’anno, a seconda delle condizioni metereologi.

SACCHE E LAGUNE INTERNE
Questo tipo di habitat mantiene un rapporto diretto col mare, distinguendosi in questo dalla valle.

Sacche e lagune rappresentano la più importante fonte di reddito nel Delta grazie all’attività di molluschicoltura, piscicoltura e pesca. La fragilità di questi ambienti è legata allo scambio col mare, alla subsidenza e fenomeni ricorrenti di eutrofizzazione delle acque: le sacche infatti sono in pratica delle grosse insenature che risentono dell’influsso del mare. Attualmente nel Delta sono riconoscibili tre ecosistemi principali di questo tipo: sacca del Canarin, sacca di Scardovari e sacca di Goro.

SCANNI
Gli scanni sono lingue e cordoni di sabbia e limo formati dall’azione dei depositi fluviali uniti all’azione del mare. Nella struttura dello scanno si può individuare una fascia esterna di spiaggia che sta a diretto contatto col mare, seguita da un cordone dunoso alto da pochi centimetri fino a costituire dune vere e proprie. Segue una fascia retrodunale che può essere più o meno colonizzata dalla vegetazione alofila e presentare spesso pozze di acqua salmastra.

SALINE
Questo è un tipico ambiente mediterraneo, poco diffuso ma di estrema importanza naturalistica, in quanto ha sostituito nel corso della storia gli stagni costieri temporanei, un tempo molto diffusi ma che, in seguito allo sviluppo costiero, sono completamente scomparsi. Le saline sono ambienti molto specializzati che sostengono una fauna tipica che non si riscontra altrove: presentano infatti endemismi nella vegetazione, negli invertebrati e costituiscono l’habitat di alimentazione e riproduzione per specie di avifauna di importanza internazionale, come ad esempio il fenicottero.

BOSCHI
Il territorio del Delta è costellato da formazioni boschive di diversa origine e conformazione: dal Boscone della Mesola, ultimo e ben conservato esempio di bosco planiziale che mostra come doveva essere un tempo il territorio del Delta del Po, ai boschi allagati, come l’Oasi di Punte Alberete, un tempo diffusissimi in tutta la Pianura Padana e oggi limitati a pochissimi relitti che mantengono un valore di storico-testimoniale. Il territorio del Delta inoltre è caratterizzato dalle pinete costiere, complessi boschivi dominati dal pino domestico, dalla riconoscibile chioma ad ombrello, che costituiscono una testimonianza dell’epoca romana, momento a cui risale l’impianto di questi boschi che servivano per rifornire di legname abitati, flotte e porti.


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