3.4 L’area protetta

La nascita delle aree protette nel territorio del Delta del Po

La Convenzione sulla diversità biologica sottoscritta a Rio de Janeiro nel 1992 in occasione del primo summit mondiale sull’ambiente, attribuisce un valore assolutamente preminente all’istituzione di un sistema di aree protette per la conservazione del patrimonio naturale e della biodiversità. Le aree protette rappresentano dunque uno degli strumenti fondamentali ed irrinunciabili per le strategie di conservazione della biodiversità e dei processi ecologici del Pianeta.

Si definisce “area protetta” un territorio nel quale sono presenti formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche che hanno un rilevante valore naturalistico e ambientale. Esse sono sottoposte ad uno speciale regime di tutela e di gestione. Nelle aree naturali protette possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di attività produttive compatibili.

 Negli ultimi anni le politiche internazionali in materia di tutela della natura si sono arricchite di nuovi riferimenti concettuali ed operativi, frutto di esperienze culturali, scientifiche e politiche che hanno aggiornato la missione delle aree protette. Esse sono infatti territori ricchi non solo di biodiversità, ma anche di beni archeologici, storici, architettonici e artistici, testimonianze di uno storico rapporto fra uomo e natura che ha garantito il mantenimento di un'enorme ricchezza di biodiversità e di paesaggi. A questi si aggiungono oggi altri importanti obiettivi, quali la lotta alla povertà ed un reale sviluppo sostenibile.

Anche per questo l’efficacia delle aree protette è collegata all’appoggio che esse riscuotono presso le comunità locali che vivono al loro interno o che comunque dipendono da esse, nonché dagli altri portatori di interesse a tutti i livelli (locali, nazionali, regionali e globali).

I siti ufficiali dei due Parchi

I primi interventi di tutela della zona del Delta del Po risalgono alla metà degli anni ‘50 del secolo scorso. Già allora era emersa la necessità di istituire una vasta area protetta che tutelasse gli habitat peculiari che la contraddistinguevano, pur salvaguardando le numerose attività antropiche tradizionali. I primi interventi legislativi di tutela naturalistica del territorio deltizio risalgono al 1956, anno in cui le Dune di Donada e Contarina (Ro) (foto) e la Pineta di Rosolina Mare (Ro) (foto) vengono tutelate ai sensi del R.D.31.12.23 n. 3267 sul vincolo idrogeologico. Da questo primo intervento e nei successivi 40 anni ci sono stati una serie di provvedimenti di legge e appuntamenti istituzionali che hanno configurato i termini legislativi di istituzione dei due parchi regionali del Delta del Po attualmente esistenti, veneto ed emiliano-romagnolo.

Il Parco Regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna è stato istituito nel 1988 con apposita Legge Regionale (L.R. 27/88) e fa parte del sistema delle aree protette dell'Emilia-Romagna. Il Parco è articolato in sei Stazioni (Link a cartina) che si sviluppano intorno alla porzione meridionale del Delta del Po, lungo la costa ferrarese e ravennate e nei pressi di Argenta.

Il Parco Regionale del Po Veneto è stato istituito con L.R. dell'8 settembre 1997 n.36. Si estende dal corso del Po di Goro fino al fiume Adige e comprende il territorio dei 9 comuni di Rosolina, Porto Viro, Loreo, Adria, Papozze, Ariano nel Polesine, Corbola, Taglio di Po, Porto Tolle, tutti in provincia di Rovigo e con una popolazione totale di circa 73.000 abitanti entro i confini del parco.


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