3.6 Strategia Nazionale per la Biodiversità

L'utilizzo sostenibile delle risorse naturali nelle politiche nazionali

Dopo la ratifica nel 1994 della Convenzione di Rio de Janeiro, nel 2010 l’Italia si è dotata di una Strategia Nazionale per la Biodiversità a seguito di un percorso di partecipazione e condivisione fra i diversi attori istituzionali, sociali ed economici interessati, che si sono impegnati a lavorare insieme per fermare il declino della diversità biologica.

Segolene Royal, allora ministro francese dell’ambiente, al summit UNCED, 5 giugno 1192 (foto di Daniel SIMON/Gamma-Rapho via Getty Images)

Lo scopo ultimo della Strategia Nazionale per la Biodiversità è racchiuso nella sua visione: la biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e per quanto possibile ripristinati per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano, nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale e locale.

La struttura della Strategia Nazionale è articolata su tre tematiche cardine:
• Biodiversità e servizi ecosistemici
• Biodiversità e cambiamenti climatici
• Biodiversità e politiche economiche

In relazione alle tre tematiche sono stati individuati 3 obiettivi strategici fra loro complementari, che vedono nella salvaguardia e nel recupero dei servizi ecosistemici e nel loro rapporto essenziale con la vita umana l’aspetto prioritario di attuazione della conservazione della biodiversità.

  • Obiettivo Strategico 1
    Entro il 2020 garantire la conservazione della biodiversità intesa come la varietà degli organismi viventi, la loro variabilità genetica ed i complessi ecologici di cui fanno parte, ed assicurare la salvaguardia e il ripristino dei servizi ecosistemici al fine di garantirne il ruolo chiave per la vita sulla Terra e per il benessere umano.
  • Obiettivo strategico 2
    Entro il 2020 ridurre sostanzialmente nel territorio nazionale l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, definendo le opportune misure di adattamento alle modificazioni indotte e di mitigazione dei loro effetti ed aumentando le resilienza degli ecosistemi naturali e semi naturali.
  • Obiettivo strategico 3
    Entro il 2020 integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore, anche come opportunità di nuova occupazione e sviluppo sociale, rafforzando la comprensione dei benefici dei servizi ecosistemici da esse derivanti e la consapevolezza dei costi della loro perdita.

La Strategia e la sua revisione intermedia fino al 2020 costituiscono uno strumento di integrazione delle esigenze di conservazione ed uso sostenibile delle risorse naturali nelle politiche nazionali di settore, in coerenza con gli obiettivi previsti dalla Strategia Europea per la Biodiversità.


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